GOGNA…

… In una stanza tra le mille gallerie del castello, la fece spogliare per rivestirla di rilucenti tacchi e seta nera.

Coltale la mano, nel buio, tra tante candele illuminanti il sentiero, l’accompagnò la, nel più piccolo dei tortuosi cunicoli.
La, dove un tappeto d’altre piccole luci, illuminava perfettamente un metallo grezzo che avvicinandomi presto riscoprii essere una rudimental gogna.

Fermatami di colpo, sgranai gli occhi,…
…indietreggiai tremando.
Pensai di fuggire,…ma in quel fitto labirinto di cui solo lui conosceva l’uscita, non avrei avuto via di scampo, scatenandone altresì la sua ira, peggiorandone di conseguenza solo le cose.

Mi feci coraggio dunque, lasciandomi trascinare da lui. Ma ben presto si accorse del mio sgomento e lo mostrò.
Mi prese sbattendomi al muro, e fissandomi con gli occhi di fuoco mi rese omaggio di ben tre schiaffi a raffica ben piazzati al volto, ma non prima d’avermi levato la veste da dosso a strappi.

… “Accovacciati a gambe aperte.” …
…Più impaurita e tremante di prima eseguii…
La sua voce penetrante mi avvolse a tal punto da ipnotizzarmi, impossibilitando controversia alcuna, ripiegandomi al suo desiderio.

Sentii la gogna fasciarmi dapprima il collo e poi i polsi.
Mentre le mie orecchie udivano l’avvitarsi dei bulloni, la mia paura crebbe a tal punto che al mio cuore venne a mancare un battito.

Bloccatami a quel gelido ferro, si sbottonò i calzoni e m’inforcò la bocca…
La scopò come un ossesso infilzandola senza ritegno alcuno fino alla gola.
“Apri la bocca e tira fuori bene la lingua”!”
La salivazione era immensa tanto da colarmi a fiotti sul petto, saliva che colse e usò per sfregarmela sule parti mie più intime.

Divertitosi a suo piacimento mi liberò…
“In ginocchio faccia al suolo!”…
…Nuovamente quella voce…
Penetrò la mia carne senza chiederne il permesso violentandomi corpo anima e cervello, e nel mentre mi frustò…
…Il delirio fu totale!

Ma ancora non contento, colse in mano il suo possente augello per terminar marchiandomi come un demone con il suo seme in volto.
Svuotato, …
…con le dita colse il suo nettare dalla mia pelle per portarmelo alla bocca,.. spalmandomelo sulle labbra,…offrendomelo in dono.

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